Generale, condottiero e patriota

Il 4 luglio 1807 nasce Giuseppe Garibaldi,  uno dei principali artefici dell’unità d’Italia e del Risorgimento italiano.

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Nell’aprile del 1860 organizzò la spedizione dei Mille finalizzata alla liberazione del Regno delle Due Sicilie dai Borboni: tra il maggio e l’agosto del 1860 i garibaldini riuscirono ad occupare tutta la Sicilia, raccogliendo lungo la strada migliaia di volontari, e vi instaurarono un governo provvisorio con Garibaldi dittatore in nome di Vittorio Emanuele II. Risalita la penisola, entrò vittoriosamente a Napoli il 7 settembre 1860. Si ritirò quindi nell’isola di Caprera dove meditò la conquista di Roma, ma la liberazione della città, nel 1870, non vide la partecipazione delle camicie rosse.

Lo sbarco dei Mille

L’11 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi e i suoi mille uomini, appoggiati dai Savoia, sbarcano a Marsala e catturano la città. È l’inizio della lunga guerra contro la monarchia borbonica per l’unificazione della penisola e il completamento dell’azione indipendentista nel nord Italia. Inoltre lo sbarco e l’inizio delle ostilità furono favoriti dalla presenza di due navi da guerra inglesi che entrarono nel porto di Marsala poco prima dell’arrivo dei vaporetti garibaldini. Dieci giorni prima era giunto dal governo borbonico l’ordine di disarmare la provincia di Trapani, esteso anche a tutti i consolati stranieri; quando il rappresentante inglese in loco oppose il suo rifiuto, il generale Letizia sequestrò con la forza le armi, generando di conseguenza un incidente diplomatico. La richiesta di invio di vascelli da guerra inglesi da Malta giunse lesta, tanto lesta da farli arrivare sul posto prima di Garibaldi.

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