Il Manifesto degli scienziati razzisti

Il 15 luglio 1938 viene pubblicato il Manifesto degli scienziati razzisti con il titolo Il Fascismo e i problemi della razza, scritto da scienziati vicini al regime.

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La tesi è redatta da 10 scienziati italiani per il “Manifesto della razza”. L’elenco delle firme sarà pubblicato solo dopo dieci giorni, il 25 luglio, dopo che i firmatari sono stati ricevuti dal ministro della cultura popolare Dino Alfieri e dal segretario del Pnf Achille Starace. A questi nomi seguirà un elenco di personalità italiane (180 scienziati, 140 politici, intellettuali, giornalisti) schierate a favore dei provvedimenti razzisti del Regime. Il manifesto degli scienziati razzisti fu sottoscritto da 180 scienziati del regime, cui si aggiunsero autorevoli intellettuali, giornalisti, politici, professori di università. Secondo i diari di Bottai e di Ciano la lista fu redatta quasi completamente da Mussolini.

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La Prima Crociata

Il 14 luglio 1099 terminò con la conquista di Gerusalemme, la Prima Crociata.

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Iniziata nel novembre del 1095 per volere di Papa Urbano II, vide nei primi anni di guerra molte battaglie fallimentari fino all’inizio dell’assedio di Gerusalemme, che grazie all’entusiasmo religioso spinse i crociati alla presa della città Santa.

Dopo che i crociati, superate le mura esterne, entrarono nella città, si diedero al massacro; quasi tutti gli abitanti di Gerusalemme vennero uccisi nel corso di quel pomeriggio, della sera e della mattina successiva. Musulmani, ebrei ed anche alcuni dei cristiani furono tutti massacrati con indiscriminata violenza.

La Nazione di Firenze

Il 13 luglio del 1859 viene pubblicato il primo numero de La Nazione di Firenze, il più antico quotidiano italiano dell’era moderna, legato a filo doppio con quello del nascente Stato sabaudo.

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Dopo lo storico armistizio di Villafranca, affatto rassegnato ai nuovi assetti geopolitici, il barone Bettino Ricasoli, chiamato a presiedere il governo provvisorio della Toscana decise nel giro di poche ore di rilanciare il progetto unitario attraverso un efficace strumento di propaganda, un quotidiano che nel titolo denunciasse la sua marcata ispirazione mazziniana e risorgimentale.

Cum nimis absurdum

Il 12 luglio 1555 papa Paolo IV, Giovanni Pietro Carafa, con la bolla Cum nimis absurdum revocò tutti i diritti concessi agli ebrei romani e ordinò l’istituzione del ghetto nel rione Sant’Angelo: la zona venne scelta perché la comunità ebraica vi dimorava ormai da tempo e ne costituiva la maggioranza della popolazione.

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« Poiché è oltremodo assurdo e disdicevole che gli ebrei, che solo la propria colpa sottomise alla schiavitù eterna, possano, con la scusa di esser protetti dall’amore cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo ai cristiani, mostrare tale ingratitudine verso di questi, da rendere loro offesa in cambio della misericordia ricevuta, e da pretendere di dominarli invece di servirli come debbano; Noi, avendo appreso che nella nostra alma Urbe e in altre città e paesi e terre sottoposte alla Sacra Romana Chiesa, l’insolenza di questi ebrei è giunta a tal punto che si arrogano non solo di vivere in mezzo ai cristiani e in prossimità delle chiese senza alcun distinzione nel vestire, ma che anzi prendono in affitto case nelle vie e piazze più nobili, acquistano e posseggono immobili, assumono balie e donne di casa e altra servitù cristiana, e commettono altri misfatti a vergogna e disprezzo del nome cristiano […] »

Celestino V e il gran rifiuto

Celestino V viene eletto il 5 luglio 1294 al soglio pontificio e la notizia suscita stupore e speranza in tutto il mondo cristiano: l’arrivo sul trono di Pietro di un eremita con fama di santità, sembrò compiere la profezia di Gioachino da Fiore sull’avvento dell’Età dello Spirito.

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Sotto scacco di un sovrano potente e di una curia sempre più alla deriva, salì in lui la consapevolezza di non saper reagire alla difficile situazione curiale e scelse di dimettersi dal pontificato e tornare un’eremita. Il 13 dicembre 1294 riunisce il concistoro dei cardinali. Sedutosi sul trono impone il silenzio, poi prende la pergamena e legge l’atto di rinuncia.

Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità del mondo, al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onere e all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale”.

Generale, condottiero e patriota

Il 4 luglio 1807 nasce Giuseppe Garibaldi,  uno dei principali artefici dell’unità d’Italia e del Risorgimento italiano.

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Nell’aprile del 1860 organizzò la spedizione dei Mille finalizzata alla liberazione del Regno delle Due Sicilie dai Borboni: tra il maggio e l’agosto del 1860 i garibaldini riuscirono ad occupare tutta la Sicilia, raccogliendo lungo la strada migliaia di volontari, e vi instaurarono un governo provvisorio con Garibaldi dittatore in nome di Vittorio Emanuele II. Risalita la penisola, entrò vittoriosamente a Napoli il 7 settembre 1860. Si ritirò quindi nell’isola di Caprera dove meditò la conquista di Roma, ma la liberazione della città, nel 1870, non vide la partecipazione delle camicie rosse.

Il Re Lucertola

Jim Morrison è, con il chitarrista Jimi Hendrix e la cantante Janis Joplin, uno dei tre rocker caduti nella cosiddetta “maledizione della J”.

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Profeta della libertà, il 3 luglio del 1971 al n. 17 di rue de Beautreillis a Parigi, Jim pagò la sua vita di eccessi contrassegata dall’abuso di alcole e droghe.

Jim Douglas Morrison muore il 3 luglio in circostanze mai chiarite.

Due giorni dopo, durante un funerale alla sola presenza di Pam, dell’impresario Bill Siddons e della regista e amica Agnes Varda, il Re Lucertola viene seppellito nel Cimitero di Père-Lachaise di Parigi, dove insieme a lui riposano Osca Wilde, Moliér,Jean-Auguste-Dominique- Ingres e molti altri.