Celestino V e il gran rifiuto

Celestino V viene eletto il 5 luglio 1294 al soglio pontificio e la notizia suscita stupore e speranza in tutto il mondo cristiano: l’arrivo sul trono di Pietro di un eremita con fama di santità, sembrò compiere la profezia di Gioachino da Fiore sull’avvento dell’Età dello Spirito.

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Sotto scacco di un sovrano potente e di una curia sempre più alla deriva, salì in lui la consapevolezza di non saper reagire alla difficile situazione curiale e scelse di dimettersi dal pontificato e tornare un’eremita. Il 13 dicembre 1294 riunisce il concistoro dei cardinali. Sedutosi sul trono impone il silenzio, poi prende la pergamena e legge l’atto di rinuncia.

Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità del mondo, al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onere e all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale”.

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